venerdì 30 aprile 2010

Senza retorica: "Valentina"

Sale e scende la nebbia tra i viali di questa città
E corre un treno lontano da me a folle velocità
Oggi che mi riesce solo di piangere come un bambino

Perché è peggio di quanto credessi svegliarmi così
Triste come può solo accadere se tu non sei qui
Qui anche semplicemente per tendermi ancora una mano

Ora che ai miei occhi non sei più
Quel cielo grande che eri tu
Quando dicevi senza te
Non posso stare neanche se
Mi proponessero chissà
Che amore per l’eternità
E quanto altro ancora
E quanto ne sarei sicura

RIT. Il suo nome è Valentina e certe volte parla appena
Che per ogni suo sorriso pagherei una fortuna
Ma dove sei stanotte amore mio, non lo sa nemmeno dio
Figuriamoci chi spera di riabbracciarti ancora

Ma provo a dirmi che in fondo potrei fare a meno di te
E che in fin dei conti di donne così chissà quante ce n’è
Per me che mentre ci penso la osservo una stella passare

Ora che al tuo posto ho qui con me
Un frigo vuoto e un estathè
Che più di tanto non mi dà
Sollievo a questa siccità
Che più ci penso e più ci stai
Nel pieno dei pensieri miei
Nei miei pensieri ancora
Come ieri come allora

RIT. Il suo nome è Valentina e certe volte parla appena
Che per ogni suo sorriso pagherei una fortuna
Ma dove sei stanotte amore mio, non lo sa nemmeno dio
Figuriamoci chi spera di riabbracciarti ancora

1999

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