mercoledì 15 maggio 2013

Due parole per un giorno

Questa canzone l'ho scritta nel 1993, ma poi è caduta nel dimenticatoio. Un peccato, non è poi così male. Al di là di tutto credo che parli di mio nonno. Era inclusa nel secondo demo-tape di Huckleberry, "Sulla strada per Mongping".

 

DUE PAROLE PER UN GIORNO

Alcune persone dicono
Che le parole non servono a niente
Il custode di quella stanza è
Un signore che parla francese
Gli domando per un soldo soltanto
Quanto tempo ha dedicato al domani
Quanto tempo ha sprecato davvero
Quante volte s'è sporcato le mani

Ma tutti comunque lo sanno
Quel custode è una brava persona
Rileggendo di Kundera quei passi
Riabbracciava la sua amata signora
Nel '45 in guerra rampante
Sulle orme degli amici perduti
Compleanni, ormai ricordi lontani
Quanti aerei e carri armati abbattuti

Presto arriverà anche l'inverno
A dipingere sul suo volto le rughe
Incompiute dall'estate passata
Ricamate dall'età imbrunita
Ma il calore del suo cuore risponde
Alle grida di un bambino che salta
Sono ancora il più giovane dice
Non sono vecchio abbastanza

Il professore della porta vicino
Si ferma ogni tanto a parlare
Gli racconta quante volte ha provato
A bocciare un alunno cattivo
Il custode per quelle parole
Gli darebbe anche tutto il suo vino
Per fortuna due parole soltanto
L'hanno reso per un giorno bambino

1993

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