lunedì 24 settembre 2012

Il bolscevismo di Limonov


Nasce nel 1943 in Ucraina. Un tipo strano... Vero nome, Eduard Savenko, poi diviene Limonov. È figlio di un piccolo funzionario cekista. Negli anni '70 propone la lotta armata per spazzare la feccia della società. Definito un “uomo d'azione, malvivente, un palestrato ante litteram e grande bevitore” ha combattuto in Serbia, Abchazia e Moldavia. Nel 1974 vola in USA, nel 1980 in Francia dove raggiunge il successo letterario. Nel 1994 dà vita al Partito Nazional-Bolscevico con l'idea di “salvare una parte dell'eredità bolscevica (quella “patriottica”, opposta alla corrente “cosmopolita”), coniugandola con le più recenti filosofie della Nuova Destra”. Di lì a dieci anni imprigionato con l'accusa di traffico d'armi e attività sovversiva. È autore di oltre venti libri, fra narrativa, saggi politici e raccolte di poesie. “Diario di un fallito” è la sua opera più celebre. Dice di sé: «A me personalmente piace solo scrivere, ma neanche sempre. In generale preferisco non far nulla. Preferisco pensare. Ricordare le poesie. Prendere il sole. Mangiare la carne. Bere il vino. Fare l’amore, oppure organizzare la rivoluzione. Scrivere, magari qualche volta». 

Nessun commento:

Posta un commento