giovedì 29 marzo 2012

Calzini anacronistici


oggi conosco vinicio nel suo covo che dà sulla stazione situazione surreale fra rebetiko si parla rebetiko e morna ci sono le maschere che punzecchiano come venti anni fa e si beve tè giapponese amarissimo non si fuma se non narghilè il pomeriggio avanza tentoni per una cartella stampa e le canzoni che si sentono così vivaci così greche così salonicco le chitarre appese alla parete quante cose si possono dire e non dire lima a un tiro di schioppo la milano più pulsante vitale vivace solo lì poteva vivere vinicio con la scritta drogheria ma come si fanno le cose come scorre il tempo e le musiche dell'assenza non dirgli niente tanto non serve ma ho notato il suo calzino anacronistico mi ha anche offerto il caffè o toccava a me chi lo sa nessuno lo sa ma ho in mano il suo nuovo disco che chissà gli altri quando ascolteranno sono passate così tre ore come monete gettate al vento e lui che si diceva non si facesse intervistare da alcunché e lui che invece mi racconta un mucchio di faccende e mi dà un paio di pacche sulla spalla a me scappa una parola in milanese che lo fa ridere sì ridere ridere di polentaggine o sano provincialismo tipo snobismo ci scambiamo i rispettivi libri (e telefoni) lui prende il mio io il suo lui… ma va bene così il mondo sono anche i tombini di via tadino che abbiamo attraversato milioni di volte e la feltrinelli della stazione dove mio nonno girava con me treenne che avrei fatto il direttore di un giornale nei paraggi come passa strano il pomeriggio come tira il vento che sa di epoche lontanissime cose già provate nulla di nuovo e torno a casa e riabbraccio il mio cane e i miei gerani e un bacio a testa ai miei colibrì poi tutti a nanna con la musica dell'assenza e il buon dio

lunedì 26 marzo 2012

Senza retorica: "Buggiolo"


Buggiolo non è un paese è terra di confine
Se passa Mussolini somministro anfetamine

Lunga vita al cardinale figlio bavarese
Se arriveranno di notte lascerò le luci accese

RIT. E mi fermerò a pensare per Dio
E mi fermerò a pisciare anch'io
E mi guarderò alle spalle oddio
E se non sarò qui per sera addio

Buggiolo, la Svizzera, cagnara di cortile
Se arriveranno all'alba starò pronto col fucile

Strade di montagna reggimento bersaglieri
Comandi comandante son qui pronto già da ieri

RIT: E mi fermerò a pensare per Dio
E mi fermerò a pisciare anch'io
E mi guarderò alle spalle oddio
E se non sarò qui per sera addio

Mai, mai, mai più 
Parlerò con te
Canterò per chi
Non ha voce
Non ha pace
Non ha un'anima

Cirrocumuli nell'aria muli per la via
File di Gestapo fantomatici messia

Nino non sa leggere non compra mai un giornale
Le parodie del bene, le parodie del male

RIT: E mi fermerò a pensare per Dio
E mi fermerò a pisciare anch'io
E mi guarderò alle spalle oddio
E se non sarò qui per sera addio

2012

venerdì 23 marzo 2012

a bouquet of flowers


a type
with camera
trying postcards
to be sent to the beloved
but not finding anything
was content
a bouquet of flowers
found along the river
a bouquet of wildflowers
such as its identity

giovedì 22 marzo 2012

Sotto i cieli berlinesi


Io vivo a Berlino
Sono fradicio
Penso banane
E artigli s'infliggono
Pacifici sentimenti
A Berlino
Io vivo a Berlino
Io vivo in Germania
E sono un nazionale
Ho la testa pelata
Ho il cranio pieno di stronzate
E suono la divisa dei pompieri
Vieni a trovarmi quando vuoi
Ho una farmacia e spaccio matite
Non mi fare domande inutili
Vivo a Berlino
Mica a Berlino
Vivo con una ragazza di Berlino
Con le occhiaie
E il viso da angelo
Ogni tanto mi suona qualcosa
Con il mitra
Mi suona la balalaika
Che ha ereditato da sua nonna
Russa come me
Artigli che s'infliggono
Bovidi stanchi di marciare sul catrame
A Berlino
Sotto i cieli berlinesi
Dove piove smalto per le unghie
Dove ho visto tuo padre
Mangiare locuste vive
Per sfamare la sua anima da mentecatto
Sai chi vive a Berlino?
Io vivo a Berlino
Con un figlio di cane
Con il figlio di cane di tuo padre
E provo a bere assenzio
E provo a bere assenzio
Con Bertolt Brecht
Io vado a vivere a Berlino
Con tua madre

«Le strade diventino una festa dell'arte per tutti»

Il decreto Per la democratizzazione delle arti, pubblicato da Majakovskij, Burljuk e Kamenskij nell'URSS nel 1918, auspicava: «Le strade diventino una festa dell'arte per tutti», appartiene alle radici della street art mondiale... 

lunedì 19 marzo 2012

Come Emmanuel Guibert

Disegnare così... come Emmanuel Guibert


Emmanuel Guibert has written a great many graphic novels for readers young and old, among them the Sardine in Outer Space series and The Professor’s Daughter with Joann Sfar. In 1994, a chance encounter with an American World War II veteran named Alan Cope marked the beginning of a deep friendship and the birth of a great biographical epic.Another of Guibert's recent works is The Photographer. Showered with awards, translated around the world and soon to come from First Second books, it relates a Doctors Without Borders mission in 1980’s Afghanistan through the eyes of a great reporter, the late Didier Lefèvre. Guibert lives in Paris with his wife and daughter.

venerdì 16 marzo 2012

American Book Company


... quelle erano sere, e ce n'erano state centinaia, forse migliaia, in cui nulla di così traumatico da lasciare il segno era accaduto al nucleo famigliare. Sere di semplice intimità alla vaniglia sulla poltrona di pelle nera; dolci sere di dubbio fra notti di squallida certezza. Gli venivano in mente adesso, quei controesempi dimenticati, perché alla fine, quando si stava cadendo in acqua, l'unica cosa solida a cui aggrapparsi erano i figli... 

giovedì 8 marzo 2012

Tirare sera


Un lavoro noioso
È sempre un lavoro
Il lavoro di non fare niente
Il lavoro di non fare niente
Tirare sera
E tirare a campare
E oziare
E oziare
Io sono un napoletano
Tu sei un tirolese
Tu hai la camicia a scacchi
La mia ha le pezze
Ti piace il caramello?
Ti piace la rugiada?
Veniamo al dunque
Un lavoro noioso
È sempre un privilegio

venerdì 2 marzo 2012

While my guitar gently weeps...





einmal begründet sind wir ein bast auf der borke...



si può tranquillamente dire che i poeti nati prima del Sessanta non abbiamo granché da dire. Suonano anacronistici, biograficamente e soprattutto lessicalmente: le loro poesie annoiano. Non così per chi è nato dopo come Lutz Seiler. Un vero big. Basta poco... 

im felderlatein

einmal begründet sind wir ein bast
auf der borke
zu gast in der rinde & inneres kind
der ausfall strassen. diese

strassen sind eine leise gesprochene
sprache noch über das einmal
gesagte hinweg an den gärten
ins felderlatein. dort

sitzt das kind auf einem hügel die
welt ist aus sand gemurmelte sprachen
rollen nach innen wollen
auch wasser brücken

& strassen
benötigen leise
rollende sprachen das
eigene kind im felderlatein